Beatrice's profileL'albero di melePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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ovvero le mele più belle...
ovvero ciò che rende triste il mio piccolo meleto....
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L'albero di mele....questo e il mio cuore e le api tutte che abitano il trifoglio. Emily Dickinson
August 02 le cose finiscono, e anche la Bea.It Ain't Me, BabeGo 'way from my window, Go lightly from the ledge, babe, Go melt back into the night, babe, July 02 gnàNon saprei dire perchè mi sento così, cosa sia andato storto.
Forse è soltanto il mio stupido cuore che si è perso tra le strade larghe e vivaci di Friburgo, e non ne vuol sapere di tornare indietro.
Forse è rimasto aggrappato a quella seggiola di legno che mi piaceva tanto, sotto gli ombrelloni di Starbucks, davanti alla stazione.
Forse invece è Modena che mi va un po' troppo stretta, adesso che ho imparato a fare le cose senza pensarci su, adesso che so prendere il treno da sola, adesso...che ho un po' meno paura di crescere.
O forse la paura è rimasta, però sono cresciuta(un pochino), e ormai non posso più tornare indietro.
E allora forse è per questo che ora guardo il cielo piatto che chiude la mia città in una cappa celestina di caldo e di incertezza, e mi sembra di non sapere più quello che voglio e quello che provo...e dire che non avevo mai avuto dubbi: triste, o sfortunata come al solito, sorprendentemente felice o semplicemente stanca , ma avevo sempre saputo dire, in ogni momento della mia vita, quale fosse il mio stato d'animo, cosa volevo fare.
Adesso, invece...guardo il cielo e anche lui mi sembra indeciso: azzurrino, giallo o rosa?
Svegliati, gli dico, dovresti essere rosso, acceso dal tramonto, fitto di nuvole d'oro e violette...splendente, ricco di colori violenti e senza incertezze.
E tu dovresti darti una mossa, mi risponde... e dopotutto non posso dargli torto.
Io dovrei darmi una mossa, farmi una doccia, leggere uno stupido libro in francese e soprattutto capire cosa voglio.
E invece ci capisco sempre meno; mi sembra impossibile prendere una decisione, finchè non mi è nuovamente chiaro cosa voglio e chi sono, e qual'è il mio posto: per adesso mi è fin troppo chiaro...e forse anche un po' stretto.
Non so se riesco ad allargarlo o se devo cambiarlo.
Ma cambiare tutto...confesso che anche questo mi fa un po' paura, ma stavolta non per me.
E del resto so anche che non posso riprendere la taglia che avevo prima, nè tanto meno voglio.
Il fatto è che la mia taglia sarebbe anche giusta: io divento grande, e il mondo è grandissimo, la vita è immensa, le possibilità che mi offre sono molteplici e meravigliose...forse è per questo che mi riesce più difficile pensare di restarmene qui a Modena a soffocare dal caldo, a ridire e rifare sempre le stesse cose, a guardare le pareti della mia casetta che mi si chiudono sopra e a fare promesse che non potrò mantenere.
Ecco, ho sbagliato di nuovo: che non vorrò mantenere.
Anche se, dopotutto, non è così diverso: se non voglio fare qualcosa, è automatico che non riesca neppure a sopportarlo.
E allora diciamo pure che non voglio legarmi adesso a qualcosa di troppo grande (o forse di troppo piccolo?) che mi precluda anche solo un minuscolo pezzetto di quella fantastica torta che è la vita.
Perchè adesso che ne ho assaggiato un angolino, laggiù, nella bella città di Friburgo, adesso che ho conosciuto la vera incoscenza, la libertà assoluta, l'abbandono e la follia, adesso non voglio più rinunciarvi.
Anzi, vorrei buttarmici a capofitto fin d'ora.
E soprattutto vorrei sentirmi sola, all by myself, di nuovo libera e indipendente, senza orari nè obblighi, vincolata solo dalla mia fantasia.
Posso esserlo a Modena come a Friburgo.
Mi correggo di nuovo: voglio.
Ma allora perchè non lo faccio?
(cari contatti, non vi spaventate...ho scritto questa roba in un momento di confusione. presto o tardi mi riprenderò. non chiedetemi spiegazioni perchè non ci capisco niente neanche io. però questo è il mio blog, perciò continuo a postare le cagate che mi passano per la testa...ah, se dovete lasciare commenti stupidi evitate per favore. non sono in vena. quindi stradi, per esempio, vedi di evitare)
June 13 tanto per fareUn intervento così, tanto per fare.
Perchè tanto quello sulle tazze non lo leggete, per quanto a me sembrasse carino.
Scriverò qualcos'altro, anche se, in tutta sincerità, non ne ho una gran voglia: parto tra due giorni, ma non sento ancora nessun bisogno di spargere addii a destra e a manca (tranne che per Massimo e fratellini, a quali ho preparato una torta al cioccolato, ma lasciamo perdere)
Parto per la Germania - e già m'immagino tutti gli assidui lettori di 4F (?) che gridano vendetta e si lanciano a vandalizzare il mio space - andrò a Friburgo, detto anche Freiburg, dove vivrò per due settimane in una casa comune con altri studenti della mia scuola - ebbene sì, vado anche a frequentare una scuola di lingua.
Domandona: ma che cavolo di vacanza è??
Io spero che sarà bella.
Tempo permettendo, mi prenderò a noleggio una bella bicicletta, per poter andare ogni mattina a scuola, sfrecciando su ciclabili dove non camminano pedoni (una specie di Eden dei ciclisti).
Arriverò a scuola tutte le mattine alle otto, puntuale, passerò quattro ore a fare lezione, quindi sarò libera di andarmene a spasso per Freiburg, di andare in piscina, al cinema, oppure semplicemente a fare dei giretti con la bici - e, se capita, qualche escursione nei boschi svizzeri che circondano la città (la Foresta Nera, per esempio, anche se non è in Svizzera, è un bel bosco da visitare, scommetto, e poi pare che facciano anche la torta tipica con i frutti di bosco....)
Avrò dei coinquilini della mia età, che frequenteranno la mia stessa scuola, e magari farò amicizia con qualcuno di loro e me li porterò dietro nelle mie ecursioni nei boschi...
La cosa che mi spaventa di più, in tutta sincerità, è il dover cambiare treno a Basilea...non sono mai stata capace di prendere i treni da sola, e ho il terrore di perderlo.
Ma mi consolo pensando che, dopotutto, se non trovo il mio treno posso sempre appendermi al braccio di un qualche ferroviere, in stile bambina-che-si-è-persa-nel-bosco, e dire:"Bitte, ich soll diesen Zug nehmen, konnen Sie mir helfen?"
E poi speriamo che capisca...
Mi fa un po' paura anche l'idea di starmene là tutta sola, a fare la spesa e a studiare, muovendomi per una città che non conosco, per due settimane...ma dopotutto la vita è un viaggio, e io devo darmi una svegliata.
Prendere il treno giusto e stare da sola in una città sconociuta sono cose che una bambina grande come me deve imparare a fare.
Basta con la sindrome di Peter Pan: è molto comodo non saper prendere i treni, ma prima o poi bisogna incominciare.
Io incomincio domenica, quando arriverò a Basilea.
Cerco di non pensarci, spero che, una volta in quella grande stazione, non mi farò prendere dal panico: ho uno stacco di mezz'ora tra il treno che mi scarica in Svizzera e quello che mi porta a Freiburg, ce la farò bene a trovarlo!
E se va tutto bene cerco di tornare con un pezzetto di torta dello SchwarzWald, che dev'essere proprio buona...
va bene come addio? non era neanche troppo lungo....
May 31 breve e conciso, può leggerlo anche Stradi...18:00, ieri pomeriggio.
dopo un salto dalla contattologa, torno a casa e scopro che la mia amorosissima madre, lavando la mia tazza, che se ne stava, come sempre, abbandonata sporca nel lavabo, se l'è lasciata sfuggire di mano e l'ha rotta.
piango la mia tazza affezionata, allestisco una cerimonia di sepoltura dignitosa, ricordo con nostalgia la cara amica che me la regalò...quindi ne prendo un'altra dal mobile e mi faccio un the per tirarmi su.
La mamma giura e stragiura di comprarmi un'altra tazza...
13: 25, oggi a pranzo
arrivo a casa della nonna, stremata dopo cinque ore di cazzeggio estenuante chiusa tra le tristi mura del Muratori; mi siedo e, mentre mangiamo, salta fuori la tragica storia della mia tazza.
la nonna, commossa, si reca in cucina, dove lei conserva le più belle tazze mai costruite nella ceramica, nel legno, nel platino e in qualcunque materiale esistente, tazze dai mille colori e dalle forme più impensate....dovete sapere che mia nonna è una collezionista molto particolare: tutto ciò che le piace, lei se lo prende, in maniera più o meno lecita.
le tazzine da caffè che ti danno nei bar, ad esempio, non si potrebbero portare a casa, ma lei lo fa lo stesso, quando ne vede una un po' particolare....la infila di soppiatto nella borsa e via, sguscia fuori dal locale.
in cucina, appese ad un pannello di legno sghembo pieno di gancini, stanno appese un'infinità di tazzine fantasiose, sgraffignate in questo o in quel bar, e quando ero piccola e le chiedevo un goccio d'acqua lei mi versava sempre l'acqua in una tazzina e non in un bicchiere, perciò mi ci sono tanto affezionata.
ma mi sembra già di sentire Stradi che dice:"bea, anche questo post era troppo lungo...", perciò non divaghiamo.
dicevo che mia nonna si reca in cucina e prende una tazza deliziosa e me ne fa dono: se potessi posterei l'immagine sul blog (ancora più sintetica, per la gioia di stradi) ma non posso, perciò ve la descrivo in due parole: color rosa chiaro e bordata di blu, decorata a ciliegine, con sopra - avete presente le tazze normali, col piattino sotto? ecco, questa no - il coperchio sopra, decorato uguale.
per non far raffreddare la tisana quando è appena fatta, che fuma. (va bene come descrizione stradi?)
il motivo per cui me l'ha regalata?
l'eleonora è saltata su e ha detto che io non lavo mai la tazza (vero) e che la lascio sempre abbandonata nell'acquaio (vero), e che sono una pasticciona (vero).
la mia reazione: ele, fatti i fatti tuoi!
la reazione del nonno: ma se ognuno pensasse ai fatti suoi?
la reazione della nonna: ecco, ti regalo una tazza col coperchio così se non la lavi non si vede neanche!
e brava nonna! io naturalmente sono andata in visibilio...
15: 40, torno a casa
prima di tuffarmi sul computer (dove conto di finire di impaginare Senzafiltro) getto uno sguardo sul mio posto al tavolo e...vedo una scatola cuoriciosa con sopra un fiocco. guardo la mamma, stupefatta, e lei mi dice:"non lo sapevo che la nonna ti regalava una tazza...."
apro la scatola e guardo dentro: la tazza numero due è bellissima, tutta cuoriciosa, questa sì, col piattino cuoricioso anche lui.
tazza col coperchio e tazza col piattino.
ecco fatto. adesso mi faccio una tisana e quale scelgo?
May 25 18 anni fa nasceva....(ovvero: la verità sulla vita della principessina Venuta e il perchè del suo esilio australiano)
25.5.1990
Era una notte buia e tempestosa, e la bufera ululava intorno alla real magione di Castel Venuta, sperduta nell'impervia campagna collegarolese.
Mentre il vento sbatteva porte e finestre e fischiava tra le imposte, tutti gli abitanti della casa, servi, domestici, figlioletti, fratelli e cugini si affannavano intorno alla signora del castello, che dava alla luce in quel momento una nuova creatura: una bellissima bambina, la principessina della famiglia.
Il suo nome fu Sara, e divenne subito la gioia della casa; a soli sei mesi pronunciò le sue prime, commoventi parole:"fanculo papi", e da allora quella divenne l'espressione ricorrente utilizzata da lei e dai fratellini per comunicare il proprio amore; il signore del castello, Marco, era un uomo dal carattere impervio e roccioso, e non approvava eccessive effusioni d'affetto da parte dei figli, perciò accettò quell'iniziativa della secondogenita con orgoglio e soddisfazione, certo che la figlia avrebbe mostrato un carattere forte e deciso, nel corso degli anni.
Nel frattempo, il gentiluomo trascorreva tutte le sue giornate cacciando e inseguendo i topiragno che infestavano i campi della tenuta, e portava con sé solo Mattia, il primogenito, e uno stuolo di cani da caccia di razza, tra i quali gli storici ricordano Milu, la Carlotta, e un adorabile "torna-a-casa-lessie".
Sara, nel frattempo, esclusa da questi passatempi avventurosi, restava in casa a torturare i fratellini che seguirono a ruota la sua nascita: Zaccaria, qualche anno dopo, e Maria, la più piccola, una bambina deliziosa che, con la sua grazia angelica, tolse subito a Sara la palma di "principessina" del castello.
Ma la nostra eroina, ben lungi dal dar importanza a simili titoli nobiliari, cresceva grande, grossa e coraggiosa, e molto presto cominciò a militare in una setta religioso-massonica estremista dalle tendenze apocalittiche, che auspicava la distruzione del mondo e del genere umano.
Sara aderì con entusiasmo - tipico della sua giovane età e del suo carattere impulsivo - a queste idee radicali, e per diversi anni contribuì attivamente alle iniziative dell'associazione, spesso mettendosi nei guai: nel corso di quegli anni burrascosi e tormentati ebbe guai di ogni tipo con la giustizia, passò più volte la notte in prigione, ricevette mandati di cattura da tutte le parti e trascorse perfino un'intera estate agli arresti domiciliari per aver dato fuoco, in un momento di estasi mistica, al fienile del vicino di casa (ma si pensa anche che possa averlo fatto solo per dispetto, perchè il vicino di casa si era permesso di catturare, uccidere e cuocere in salmì la sua adorata coniglietta Cicciapalla)
Venne buttata fuori da tutti i collegi in cui i disperati genitori tentarono di rinchiuderla per renderla innoqua, spesso in seguito ad episodi molto torbidi, nascosti ed oscurati grazie al buon nome del padre, che riuscì a mantenere sempre per sua figlia un'eccellente reputazione, nonostante la fedina penale macchiata da ogni sorta di crimine.
Il buon signor Marco, alla fine, dovette prendere atto del fatto che, forse, avrebbe dovuto portare più spesso la figlia con sè a caccia di topiragno, per trasmetterle l'amore di cui ogni bambino ha bisogno, ma ormai era tardi per rimpiangere le proprie scelte di educatore: fece perciò chiamare a corte il gemello segreto, Mirco, che era psicologo criminale di professione, e gli domandò cosa fosse meglio fare con la figlia
Mirco la visitò, chiacchierò un po' con lei, la portò a fare un giretto alla Rotonda e quindi annunciò ai due genitori allibiti che la loro figlia era simpaticissima, molto in gamba nell'appiccare incendi e anche molto sveglia: consigliò loro di iscriverla ad una scuola pubblica, dove potesse incontrare ragazzi della sua età e avere scambi con coetanei.
Così la principessina Sara, travestita da persona normale approdò al prestigioso Liceo "LaFlèche" di Modena, dove studiò con impegno per tre anni e mezzo lingue straniere, sintassi latina e gli usi e i costumi della cultura slovacca (esperienza che la segnò particolarmente); crescendo, risolse il suo doloroso conflitto interiore con Dio e si allontanò progressivamente dal pericoloso ambiente di fanatici religiosi presso i quali aveva iniziato la sua rispettabile carriera di "pericolo pubblico", ma si assicurò, prima, di aver trovato un altro gruppo politico pericoloso e malfamato che le permettesse di continuare a compiere azioni efferrate e crimini atroci.
Accanto a questo suo "spaventoso" hobby, manteneva una facciata, sempre più sapientemente costruita, di "ragazza modello": ottenne ottimi risultati dal punto di vista scolastico, si fece delle amiche, fu rappresentante di istituto per un anno intero, trovò perfino un ragazzo che la accompagnasse nelle sue scorribande noturne dentro case abitate dai fantasmi...
Alla soglia del diciassettesimo anno, però, un'indagine approfondita della polizia portò a galla il suo torbido passato, e la famiglia si trovò nella necessità di nascondere i reati precedentemente insabbiati della ragazza, che dovette trascorrere i primi mesi della quarta superiore sotto falso nome (alle amiche che la vedevano presentarsi con una falsa identità allo sportello dell'ATCM per ricaricare la tessera, la poveretta fu costretta a raccontare di avere trovato la tessera di una sconosciuta per terra, in stazione, e di averla intascata).
Infine, per evitare il peggio, i genitori disperati furono costretti a nascondere la ragazzina in Australia, dove venne ospitata da una famiglia di conoscenti: Sara fu costretta a vivere nascosta in un bunker in mezzo alla foresta, e ad orientarsi con il muschio sugli alberi e le impronte dei canguri saltellanti per arrivare tutte le mattine a scuola.
I genitori, infatti, non volendo che la principessa dovesse interrompere la sua istruzione, l'iscrissero ad una scuola australiana per fenomeni da baraccone e apprendisti giocolieri (credendola in realtà una scuola di lingue. Non conoscevano bene l'inglese e compilarono il modulo sbagliato, ma in compenso Sara si diverte un mondo)
Oggi, Sara rimane un simbolo per molti giovani disperati in rivolta contro il mondo.
Sono state scritte biografie infinite sulla sua vita e sul suo travagliato percorso esistenziale, e lei stessa ha aperto un blog clandestino sul web per raccontare ai discepoli le sue disavventure australiane.
Le informazioni che riescono ancora a trapelare sono veramente poche, perchè i controlli della polizia si fanno sempre più stringenti: sappiamo solo che la principessina Venuta è viva, sta bene, studia e si nutre di carne di canguro al barbecue, e che ha aperto una bisca clandestina per minorenni che vogliono bere alcolici.
Solo di recente, il collegio "LaFlèche" di Modena è stato oggetto di incendi ed atti vandalici che sembrano ricalcare il modello delle prodezze giovanili della principessina lontana...che qualche ammiratore voglia con questo gesto reclamare il diritto, per Sara, di essere riconosciuta "rifugiata politica"?
Nel frattempo, la nostra beneamata principessa compie diciotto anni, esiliata, lontana da casa, sperduta in mezzo ai canguri: pensiamola, e ricordiamo il suo luminoso esempio di giovane bruciata!
Sara resisti, siamo con te!
(scherso, amour...tivibi)
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..andate a vederli!!!
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