Beatrice's profileL'albero di melePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 13 tanto per fareUn intervento così, tanto per fare.
Perchè tanto quello sulle tazze non lo leggete, per quanto a me sembrasse carino.
Scriverò qualcos'altro, anche se, in tutta sincerità, non ne ho una gran voglia: parto tra due giorni, ma non sento ancora nessun bisogno di spargere addii a destra e a manca (tranne che per Massimo e fratellini, a quali ho preparato una torta al cioccolato, ma lasciamo perdere)
Parto per la Germania - e già m'immagino tutti gli assidui lettori di 4F (?) che gridano vendetta e si lanciano a vandalizzare il mio space - andrò a Friburgo, detto anche Freiburg, dove vivrò per due settimane in una casa comune con altri studenti della mia scuola - ebbene sì, vado anche a frequentare una scuola di lingua.
Domandona: ma che cavolo di vacanza è??
Io spero che sarà bella.
Tempo permettendo, mi prenderò a noleggio una bella bicicletta, per poter andare ogni mattina a scuola, sfrecciando su ciclabili dove non camminano pedoni (una specie di Eden dei ciclisti).
Arriverò a scuola tutte le mattine alle otto, puntuale, passerò quattro ore a fare lezione, quindi sarò libera di andarmene a spasso per Freiburg, di andare in piscina, al cinema, oppure semplicemente a fare dei giretti con la bici - e, se capita, qualche escursione nei boschi svizzeri che circondano la città (la Foresta Nera, per esempio, anche se non è in Svizzera, è un bel bosco da visitare, scommetto, e poi pare che facciano anche la torta tipica con i frutti di bosco....)
Avrò dei coinquilini della mia età, che frequenteranno la mia stessa scuola, e magari farò amicizia con qualcuno di loro e me li porterò dietro nelle mie ecursioni nei boschi...
La cosa che mi spaventa di più, in tutta sincerità, è il dover cambiare treno a Basilea...non sono mai stata capace di prendere i treni da sola, e ho il terrore di perderlo.
Ma mi consolo pensando che, dopotutto, se non trovo il mio treno posso sempre appendermi al braccio di un qualche ferroviere, in stile bambina-che-si-è-persa-nel-bosco, e dire:"Bitte, ich soll diesen Zug nehmen, konnen Sie mir helfen?"
E poi speriamo che capisca...
Mi fa un po' paura anche l'idea di starmene là tutta sola, a fare la spesa e a studiare, muovendomi per una città che non conosco, per due settimane...ma dopotutto la vita è un viaggio, e io devo darmi una svegliata.
Prendere il treno giusto e stare da sola in una città sconociuta sono cose che una bambina grande come me deve imparare a fare.
Basta con la sindrome di Peter Pan: è molto comodo non saper prendere i treni, ma prima o poi bisogna incominciare.
Io incomincio domenica, quando arriverò a Basilea.
Cerco di non pensarci, spero che, una volta in quella grande stazione, non mi farò prendere dal panico: ho uno stacco di mezz'ora tra il treno che mi scarica in Svizzera e quello che mi porta a Freiburg, ce la farò bene a trovarlo!
E se va tutto bene cerco di tornare con un pezzetto di torta dello SchwarzWald, che dev'essere proprio buona...
va bene come addio? non era neanche troppo lungo....
March 07 piccoli momenti di autocompiacimentoE così, eccomi a casa, esausta e fiera come non capitava da tanto.
Giornatina da niente, questo stramaledetto, piovoso venerdì: folle pedalata nella pioggia per arrivare a scuola in orario, mattinata devastante (ho fatto perfino educazione fisica!), First tetro e scioccante per due ore, quanto basta per renderci definitivamente conto che la nostra preparazione è a dir poco lacunosa, che la Pini è un'idiota e che non ci ha mai fatto esercitare sul famigerato LIBRO ROSSO, quello difficile, dove le prove sono dello stesso calibro dell'esame che sosterremo domani, e noi non l'abbiamo nemmeno guardato...
Soffoco l'indignazione e la disperazione, decido che ormai è troppo tardi e filo a casa, dove ho a malapena il tempo di riprendere fiato e di sentire la mia dolce metà
Un'oretta tonda tonda di logaritmi, niente affatto piacevole; quindi mi dirigo verso la Federazione, a reclamare i miei tanto sudati giornalini tematici.
Prima di continuare, permettetemi di spiegare in breve quale immane fatica costarono alla sottoscritta quei giornalini, che mi sono cari quanto la mia stessa bici (il che, per chi non lo sapesse, è un po' come dire "quanto la mia stessa vita"...):
sabato 1 Marzo, durante riunione, si decise finalmente di tentare la folle impresa, cioè pensare, scrivere, impaginare, stampare e piegare un gironalino nel giro di una settimana, per poterlo distribuire in tempo per la ricorrenza.
dopo indicibili sofferenze e angoscie, dopo che la sottoscritta ebbe stressato innocenti perchè le scrivessero tre articoli nel giro di due giorni, dopo aver fatto le ore piccole per impaginare il adorato giornalino, dopo aver abusato della stampante della scuola e di molte altre cose, ecco che stasera ho potuto caricare sul cestino della mia piccola Locomotiva (la mia bicicletta, n.d.r.) tre chili abbondanti di giornalini, gentilmente impacchettati da un simpatico nonno-compagno...
Ed eccoli qui: sono bellissimi, splendenti.
Sono commossa.
Ho lavorato sodo e domani li darò, li daremo tutti.
Non so cosa mi abbia spinta a sputare tanto sangue per Loro: vista la portata immane dell'impresa, sarebbe stato un miracolo già solo far uscire il numero, poco curato, senza immagini, poco bello...all'inizio mi ero detta:"lo farò un po' come viene, ma pazienza."
E invece no.
Perchè questo numero non parla di guerre nè di elezioni, di costituzione nè di lavoratori, cose tutte per me importantissime da trattare su Senzafiltro, ma:
parla di DONNE
questo giornalino parla dell'otto marzo, di cosa significa ricordare questo giorno e con che spirito sarebbe opportuno farlo, parla di donne insigni della politica italiana, parla di suffragette e di diritti delle donne, primo tra tutti quello di cui si discute tanto ultimamente:L'ABORTO.
Questo giornalino significa tantissimo per me, per la fatica che mi è costato, per la paura che non ce la facessimo, ma soprattutto per l'importanza della tematica: è questo che mi ha spinto più di ogni altra cosa a desiderare che fosse bello, che fosse ricco, che uscisse in tempo - e ce l'abbiamo fatta.
Non so quanti dei miei COMPAGNI - perchè compagni per me resterete, anche in questi tempi bui di moderati - del Gruppo Studenti leggeranno questo intervento, ma vorrei dirvi grazie...(e potete scommetterci che, alla prossima riunione, nella nuova sede, quando i fumi del narghilè di Cosimo non vi avranno ancora sopraffatti, pronuncerò un memorabile discorso per ringraziare ufficialmente tutti coloro che, con me, hanno creduto)
Ma davvero non vorrei, però, che il gironalino che uscirà domani sia un motivo di gioia e d'orgoglio solo per me e per i miei compagni: vorrei che ogni donna, ogni ragazza, ogni vecchia professoressa bacucca, entrando a scuola, prenda il gironalino e lo pensi suo, e capisca che è stato fatto per lei, in qaunto donna, perchè quello dev'essere il suo giorno, al di là dei luoghi comuni.
Anche se siete di destra, se siete disgustate, se non credete nella politica nè nei partiti nè in niente e se magari non v'importa dell'otto marzo perchè vi fa schifo la mimosa, e dunque per tutti queste motivi vi verrà spontaneo, domani, passare oltre senza neppure prendere il giornalino che vi viene teso, vorrei soltanto che possiate sapere che quel giornalino esce per voi, per voi tutte in quanto donne.
Questo giornalino, per la poca cosa che può essere, è un monumento a noi donne, alla nostra dignità - che dovrebbe essere ricordata 365 giorni all'anno, e non solo uno, ma intanto, dico io, impegnamoci il giorno della ricorrenza - per riflettere sul ruolo che possiamo e dobbiamo avere: a scuola, in amiglia, sul poto di lavoro, nella società ecc.
Anche solo per ricordare che siamo meravigliose e che possiamo fare cose bellissime.
Spero che possa essere, per tutte voi, ancora più gradito della mimosa: forse avrà più sgnificato, sarà meno banale, qualche riga scritta con sincerità e con impegno, per diffondere una sola idea, neanche tanto politica, dopotutto: siamo donne, facciamoci valere.
Ok, forse mi sono lasciata prendere un po' la mano...però credo davvero nelle cose che ho scritto.
Leggete Senzafiltro domani, vi prego, anche se fosse l'ultima cosa che avete voglia di fare al mondo.
Sia che siate uomini, e soprattutto se siete donne, leggetelo perchè dirà delle cose importanti; poi resterà sempre lo stesso noiso e martellante senzafiltro di sempre, scritto da stupidi comunisti o da stupidi margheritini, vedetela come vi pare.
Nel frattempo, giusto perchè non l'ho dimenticato, anche se per me ha molta meno importanza: in bocca al lupo a tutti i first-andi come me...e che dio ce la mandi buona...
prima di chiudere, riporto solo la frase con cui ho aperto il meraviglioso giornalino tematico che vedrete domani:
(è di Virginia Woolf, perciò un grazie anche alla Devoti ci sta)
"As a woman, I have no country
As a woman, i want no country
As a woman, my country is the world."
dedicated also to a wanderin' woman who is now in Australia
La Redazione di Senzafiltro ringrazia tutti gli utenti di questo malandato blog con le lacrime agli occhi. bea.
March 06 stradi aveva ragioneHo visto "L'Ultimo dei Mohicani"
...è BELLISSIMO!!!!
ma...
..sob sob...
hanno ucciso Uncas!!!!!
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
adesso voglio leggere il libro... February 09 ahiahiahi...che male, povere le mie ditine...
ho i polpastrelli tutti rossi e gonfi, ma sono contenta:
blowin' in the wind è quasi fatta.
(quasi)
la prossima è Mr. Tambourine man,
gli accordi già trasportati.
oh oh oh
...la maggiore, re maggiore, mi maggiore...
ahiahiahi
February 03 BolognaIeri pomeriggio, per le strade di Bologna.
Un gruppo di ragazzi rumorosi, le labbra ancora sporche di gelato, vanno verso le Montagnole reclamando chi un passamontagna, chi un vestito da sera.
Vedo i miei piedi ciondolare, le mie gambe troppo lunghe - davvero era più comodo andare a cavalcioni quando ero piccola, penso, mentre Massimo mi tira su per l'ennesima volta.
Mi aggrappo al suo collo, nella speranza di resistere sulle sue spalle senza scivolare ancora per un po', e tuffo il viso tra i suoi capelli - forse sono ancora abbastanza bambina per venire portata così, come un piccolo koala allacciato alla schiena della mamma-koala.
Vedo altra gente, bolognesi ma anche visitatori come noi che ci guardano divertiti, stupiti, scandalizzati, increduli o incuriositi: dobbiamo davvero avere l'aria degi stupidi, un ragazzo che porta la sua ragazza in spalla per strada, sotto ai portici.
Passa un autous, e un ragazzo che guarda fuori mi nota e storce la bocca: è vero, dobbiamo essere davvero buffi,e per di più non ho neppure la scarpa destra, che Giack mi ha sfilato poco prima per vendicarsi del calcio che gli ho dato.
Ora è lì, cammina davanti a noi e lancia in aria, per poi riacchiapparla subito, la suddetta scarpina, ignorando le mie proteste.
Li guardo e rido, rido perchè mi sento un piccolo koala aggrappato alla mamma, rido perchè la milena mi parla del vestito che spera di trovare e che poi non troveremo affatto, rido perchè sento Cosimo che spiega a Massimo come dovrebbe tenere le bretelle dello zaino, e perchè Giack scherza con la mia povera scarpina...
Ma soprattutto rido perchè mi sento felice, e libera, e spensierata, e vorrei che questa stupida passeggiata per Bologna durasse per sempre.
So che questo equilibrio è delicato, e che basterà un respiro a infrangerlo.
che basterà una parola sbagliata, perchè Massimo mi metta il broncio;
che tra poche ore gli amici non saranno più tutti insieme, ma ciascuno andrà via, per conto suo e sarà lontano;
che dovrò ricominciare a studiare, a preoccuparmi, a pensare a cose più serie e gravose di una scarpa lanciata per aria, o di un vestito o di un gelato:
ma so anche che la ruota del tempo girerà sempre, per riportarmi, presto o tardi, momenti leggeri e felici come questo, persone che mi circondano, qualcuno che mi porta in spalla come fossi una bimba, liberandomi dalle responsabilità di una ragazza grande, e scarpe che volano nel cielo sotto gli sguardi perplessi dei passanti.
me l'ero quasi scrodata, ma è questo il mio mantra, ciò che mi permette di andare avanti e di sopportare stress e privazioni, cercando di mantenere un sorriso:
"...verranno momenti migliori, il tempo è una ruota che gira..."
ma allora anche "Signora dei vicoli scuri, abbracciami forte stasera...", per una signora che non c'è ma che tornerà presto e allora saremoa ncora più felici...è questo che dobbiamo pensare se ci viene tristezza, Sara...
"Ti ricordi..."
January 13 NutellaCi voleva una serata così, credo.
Proprio bella, io e la Milena l'aspettavamo da un sacco (come se non fossimo capaci di andare a comprarci il gelato per conto nostro...)
Eppure ci voleva proprio: una bella traversata in bicicletta sotto la pioggia fino a casa di Giack, una bella stanza piena di gente rumorosa, poltrone e cuscini bianchi, una videocamera invadente, tre narghilè accesi contemporaneamente...
Chitarre a non finire, qualche pezzo di batteria quà e là, di cui io stessa ho abusato a suon di manici di cucchiani quando ero veramente stanca e non sapevo cosa fare.
E il bagno della camera di Giack, perfetto per rinchiudersi e bisbigliare segreti (vero Milly?
E soprattutto il gelato alla NUTELLA...
A quando la prossima?
January 04 ...ma io imparerò a suonarla, sulla chitarra, lo giuro...E così inizia un nuovo anno...Lo ammetto, alcune cose del vecchio anno mi mancheranno sempre.
Sembra strano da dire, dal momento che adesso sono infinitamente più felice, eppure ci sono cose - ed erano cose belle - che in questa nuova età così felice non sono tornate, e so che non torneranno.
Posso rinunciarvi, ma continuerò a ricordarle, e loro continueranno a mancarmi.
La dedico a tutte quelle cose, ad un "amico di mirtilli" che non so se tornerà ma pazienza, ai momenti belli dell'anno scorso, ai momenti dolceamari, alle cose che sono cambiate e che mi hanno un po' spezzato il cuore, alla Malinconia - non preoccupa più di tanto, è un tratto di famiglia.
E la dedico all' Irèn che ha passato una sera con me ad acculturarsi, invece di andare ad imboscarsi come al solito in quel Pub di Perdizione chiamato Red Lion, gliela dedico perchè mi presterà il libro, così mi acculturo ancora di più, e perchè c'entra la Luna.
Giuro che imparerò a suonarla, logiurologiurologiuro, e poi verrò a cantartela sotto casa tipo serenata.
E siccome è malinconica e c'è un'amica che parte la dedico anche a lei, ovviamente.
Moon River, wider than a mile, I'm crossing you in style some day. Oh, dream maker, you heart breaker, wherever you're going I'm going your way. Two drifters off to see the world. There's such a lot of world to see. We're after the same rainbow's end-- waiting 'round the bend, my huckleberry friend, Moon River and me December 24 quando ci si mette il destino...Non c'è niente da fare. Io ci ho provato, lo giuro.
Ci ho provato in tutti i modi, mi ero perfino organizzata il lavoro giorno per giorno.
Ecco, oggi, per esempio, avevo deciso di mettere in ordine il quaderno di tedesco, e poi ripassare Ariosto. Ma se il destino ha deciso così, chi sono io per contrastarlo??
Stavo per mettermi a studiare, con il foglio degli appunti davanti, inizio:"Ludovico Ariosto nacque..."
e suona il telefono.
Ho capito: questo Natale è destino che non apra libro.
ben venga.
December 17 Dieci ragioni che mi mantengono in vita fino a SABATO(sì, lo so che in teoria questo era un blog pseudo-culturale, però in questo periodo sono davvero alla frutta, spero mi perdonerete...)
Dieci buone ragioni per non tagliarmi le vene dei polsi e tenere botta fino a Sabato
1. Sabato è il Giorno della Liberazione, ovvero finisce la scuola e stiamo a casa per tanto tempo
2. Sabato sera c'è la festa della scuola al Jam
3. Per quanto possa sembrare incredibile, non vedo l'ora che sia sabato sera per andare in quel posto del cavolo e staccare un po'
4. Al Jam sabato sera suonano i "No direction home" (se non ricordo male...) e in tutta onestà muoio dalla voglia di sentirli!
5. Venerdì faccio sette mesi con Massimuccio
6. Devo trovare un regalo per il settimo mese per Massimo! ( ed è sempre un'impresa che merita...)
7. Tornando alle vacanze di Natale...potrò stare a letto per taaaaanto tempo ogni mattina
8. Potrò scrivere, cantare, cazzeggiare, vedere le mie amiche, stare con Massi
9. E poi ovviamente ci sono i pranzi natalizi in famiglia...chiedo scusa pubblicamente su questo blog ai poveri sfortunati che vanno in giro lamentando pranzi in famiglia noiosissimi tormentati da parenti insopportabili...si vede che non c'è giustizia distributiva a questo mondo...i pranzi di famiglia natalizi a me hanno sempre portato momenti bellissimi
10.Se mi taglio le vene prima di Sabato non andrò mai ad Auschwitz...e invece la fatidica data si avvicina e io non vedo l'ora!
Concluso l'intervento scemo...ora se non altro sapete che per stavolta non mi taglio le vene...però sto facendo il conto alla rovescia!!! November 27 Grazie Matteo...Girl from the North Country (Bob Dylan)
Well, if you're travelin' in the north country fair, November 02 Cercando di dimenticare un compleannoE se il tempo mi avesse dato retta non avrei neppure compiuto questi benedetti 17.
Avrei saltato un anno, nè più, nè meno.
invece non è stato possibile, e adesso ho un'altra serata triste, di incomprensioni e di ricordi amari da archiviare.
Nel frattempo siamo in autunno, e mi rendo conto che sto piano piano perdendo il senso delle stagioni.
è una cosa difficile da spiegare, eppure è così: una volta, quando arrivava l'autunno, lo sentivo veramente nell'aria, le foglie morte, le caldarroste, il sole ancora così splendente (ancora per poco) nell'aria che diventa sempre più fredda, Halloween sopra tutto, la mia festa preferita...da bambina mi sentivo sotto al pelle lo scoccare dell'ora in cui i morti potevano tornare tra noi, in quela notte che sarà pure una cavolata, una festa commerciale, ma per me resta sempre bellissima.
Da piccole, io e l'ele spargevamo lanterne a forma di zucca ovunque, e poi pipistrelli, e ragnatele finte con ragni di plastica in mezzo, e scheletri di carta, e streghe a cavallo della scopa, eccetera. In casa o in soffitta, bè, Halloween a casa nostra si faceva sentire.
Poi, col tempo, mi sono dedicata piano piano a cose importanti, a cose "serie":lo studio, la politica, la vita, gli amici, lo sport(???), qualche anno teatro, da un po' di tempo lezioni di canto, adesso massimo...e le stagioni, che fine hanno fatto?
Le ho perse: anche Natale, con tutto il suo entusiasmo, con le mattinate vuote passate in casa ad appendere pupacchiotti vestiti di rosso e oro all'albero, e festoni, e presepi ( in casa nostra, di norma se ne facevano almeno due: uno immenso, sulla credenza di legno della sala, e uno più piccolo, sul mobile a fronte. Quando invece ci impegnavamo ne venivano fuori anche cinque)
e la calza della Befana.
E i regali.
Fino a qualche anno fa, sotto Natale risparmiavo, per poter fare un regalo a tutti, senza neppure pensarci troppo, solo per il pure gusto di vedere tanti pacchetti dalla carta colorata e scintillante sotto l'albero.
Credo comunque che non ci sia stato un natale più natale di quello che ho passato in terza media, quando abbiamo recitato "Un canto di Natale" di Charles Dickens , con tutta la classe di terza media. Io facevo Tiny Tim.
(E l'irene faceva il fantasma di Marley, ah ah ah)
E adesso, sono quasi due anni che non faccio più il mio piccolo presepe sulla scrivania. Perchè io ho un presepe tutto mio, sìsì.
Nell'armadio di camera mia, i miei bamboccini di ceramica mi aspettano, tutti rosati e paffutelli, con quelle facciotte da bambini, tutti, anche i re magi. E l'albero di carta che mi ha costruito l'eleonora, e la capanna di cartapesta bellissima che ho costruito io stessa da bambina, a casa di amici.
Chissà se ce la farò quest'anno...
Adesso vi lascio, vado a ri-cercare la mia infanzia.
Stasera mi guardo Nightmare, non ci credo che sia passato Halloween e che non c'ho neppure pensato....
September 14 Festival della Filosofia- due giorni di full immersionSabato Mattina:
ore 11:30
Lezioni magistrali
Zygmunt Bauman
Dalle credenze all'ideologia
Un viaggio di andata e ritorno?
Piazza Grande
Ed è da qui che comincia il mio favoloso viaggio nel Festival della Filosofia: è soltanto dall'anno scorso che ho preso ad interessarmi a qualche lezione magistrale, e sono stata ben contenta di passare una mattinata di scuola in Piazza Grande a giocherellare su e giù dai leoni, in attesa di un grande filosofo...Bauman, appunto. Mi sono anche eprmessa di prendere qualche appunto, anche se non spero di riportarvi la lezione veramente "magistrale" che il maestro ci ha regalato, ma ci proverò.
Dunque, dopo ore di cazzeggio sui leoni e un colloquio a metà tra una trattativa di pace politica e una consulenza post-matrimoniale, per dirla così, inizia la conferenza numero 1: Escobar, filosofo cinofilo che ci racconta il suo personale metodo molto banale e molto poco filosofico di scegliere il posto a sedere al cinema e di guardare la televisione in mutande a casa sua.
Facciamo così passare una mezzoretta ridendo come matte, mentre i nostri prof di filo, Pianesani e Orlandini, seduti nelle sedie davanti alle nostre, fanno allegramente a pezzi il sovraccitato filosofo.
Dopodichè sappiamo, in cerca del gabinetto e di un nuovo libretto col programma del festival (da quando il festival è iniziato e mia amdre me ne ha portato a casa uan copia, non ho fatto altro che eprderne, prenderne altri, perderne ancora, dimenticarli e procurarmene di nuovi)
Lungo la strada ci perdiamo ancora in giochini spastici sui leoni, e ci troviamo nostro malgrado a dinsegnare la strada ad innumerevoli turisti sprovveduti che cercano di forzare l'entrata secondaria del duomo, e che ci tocca indirizzare per buon cuore verso l'altra facciata. Con nostra grande sorpresa, vediamo una buffa macchian nera d'altri tempi coperta di fiori.
Oggi sposi?
Nel frattempo la piazza si fa gremita e inizioa preoccuparmi dei nostri posti, abbandonati lì sotto il sole con sopra penne, giacche, blocchi per gli appunti. Ad acune nostre compagne sono stati occupati brutalmente i posti a sedere perchè hanno fatto l'errore di andarsene qualche secondo con borse e tutto.
E se qualche spostato buttasse giù la nostra roba e prendesse i nostri posti??
Ritorniamo tra le sedie giusto in tempo per sapere che una donna orribile è venuta a molestare l'Orlandini, lanciandole terribili improperi alla vista dei nostri posti già occupati.
Ci sediamo, ci stringiamo, mentre tutto intorno e di fianco a noi passano uomini e donne daglio sguardi truci, avidi di posti a sedere.
Chi l'avrebbe mai detto, commenta ironico Pianesani, che i modenesi potessero essere così aggressivi?
Alla fine i modenesi si rassegnano, e siedono per terra.
Arriva Bauman, vecchio e bianco al di là di ogni immaginazione...ma il suo disocrso è favoloso, anche se interrotto qua e là dalle urla e dagli applausi di una comitiva di amici che accompagna due giovani sposi.
Il maestro comincia dalla credenza.
Definisce credenza qualcosa che noi riteniamo giusto, senza che questa abbia una spiegazione logica, o un qualsiasi fondamento di verità. E ci fa questo esempio simpatico e sconvolgente al tempo stesso: "Gli abitanti di Thaiti mangiano da soli, e non riescono a capire come si possa mangiare in compagnia, soprattutto delle donne." Ecco cos'è, quindi, una credenza. qualcosa in cui crediamo e in cui vogliamo credere, qualcosa per cui non cerchiamo mai prove perchè non ci interroghiamo mai sulle nostre credenze.
Quante battaglie sono state combattute per liberare la mente delle persone dalla credenze?
I protagonisti di questa impresa sono proprio i filosofi illuministi, che hanno sognato di trasformare la massa della popolazione, dominata dalle proprie infondate credenze, in un nuovo gruppo di esseri umani guidati dalla ragione e da premesse assolute.
C'era perfino un filosofo che aveva ideato uan struttura in cui educare utti gli uomini, per creare una classe dirigente perfetta che sapesse dare ascolto ai filosofi. Ma questa bella idea, come tante bele idee, non rimane che un sogno: anzi, il pensiero che noi esseri umani non siamoa ltro che le idee che abbiamo e ciò che epnsiamo viene ripresa da Karl marx, che però la crituca aspramente, contrapponendo il suo materialismo storico a tutto questo idealismo storico.
Anche l'ideologia, però, viene criticata dal Vecchio e Saggio Bauman, che la ritiene solamente unapiccola parte della conoscenza universale, una conoscenza di parte, limitata: la vera conoscenza si basa su un'apertura ed un'elasticità che all'ideologia non appartiene , ad un apprendimento continuo.
Oggi, ovviamente, questo tipo di ragionamento non è più possibile, in particolar modo con la globalizzazione l'incontro di tanti pensieri diversi : Mainmann proponeva come risoluzione al problema "ideologia" la figura dell'intellettuale come non appartenente a duna classe sociale, ad una religione, ma invece come qualcuno che possa spaziare liberamente tra ideologie diverse e arrivare alla famosa conoscenza universale.
Del resto, abbiamo dedotto dagli stati nazionali creatisi nel XIX e XX secolo coem non ci si possa fermare su un'unica idea di perfezione sempre fissa, ma si debba essere pronti al cambiamento: molti di questi stati, infatti, erano stati fondato seguendo il sogno dello stato perfetto, della "società buona", che non necessita di cambiamenti o trasformazioni, ma dove tutto è già perfetto e armonioso in sè.
Per realizzare questo, come abbiamo visto, il naismo aveva pensato bene di elimiare i problemi di uno stato "perfetto" eliminando le cosidette razze inferiori.
Il comunismo, invece, aveva provato con l'eliminzione delle classi sociali.
Entrambi i tentativi si sono rivelati falimentari, anche perchè entrambi hanno impostato le loro innovazioni - belle o brutte che fossero - su di un regime totalitario.
Al giorno d'oggi invece l'ideologia comune non riguarda più lo stato o la comunità: riguarda invece il singolo individuo, che cerca di emergere con le sue sole forze, al punto che Bauman afferma che non esiste più il concetto di "società", ma solo di stato e di individuo.
Il modello della nostra società odierna, secondo lui, non è altro che il famoso reality show "Il grande fratello", dove ognuno, per andare avanti, è costretto a votare contro gli altri e fare di tutto per eliminarli.
Terrificante, vero?
Oggigiorno la nostra ideologia si basa su principi arroganti e brutali, come l'autoaffermazione. E la cosa terribile è che si crede che non ci sia alternativa: in ambito politico, ad esempio, ciascuno parla col linguaggio della "sua" ideologia che esclude completamete il dialogo. La parola d'ordine è diventata T.I.N.A., acronimo inglese che significa "there's no alternative".
Ma sarà vero, che non c'è alternativa?
La conclusione di Bauman è stata: la battaglia per la mente umana, iniziata più di 2000 anni fa per debellare le credenze, ancora non si è conclusa. Sta a noi cambiare la mentalità di questo mondo liquido, perchè lui ormai non vedrà più i cambiamenti futuri ( vorrei ricordare che ha tipo ottantadue anni...)
Speriamo di farcela.
E con questo chiudo il mio rapidissimo resoconto della lezione magistrale, e scappoa nascondermi che mia sorella sta suonando il violino e mi rompe la testa.
September 12 IncipitStamattina, mia sorella col suo gentile e delicato trambusto, mi sveglia.
E dire che è perfino andata a dormire di là, ma questo lo scopro dopo; lì per lì, la camera buia mi inquieta.
Come, e il sole che fine ha fatto?
Mi tiro su disperata, provo a sbirciare dalla tapparella abbassata.
Quando arrivo in sala mia amdre e mia sorella sono al tavolo della colazione, io saluto con la bocca ancora impastata e corro in terrazzo, dietro a me le urla di mia amdre che non vuole che prenda freddo.
Il sole c'è eccome: rosso sanguigno, un palloncino vermiglio che galleggia sull'orizzonte dai colori velati. Resto a guardarlo confortata, poi rientro ( è proprio vero che fa freddo....)
Raggiungo le mie consanguinee al tavolo della colazione, stanno mangiando e tra poco usciranno e andranno a scuola tutt'e due: è proprio vero, è incominciata ormai, solo noi muratoriani del cavolo procrastiniamo l'inizio ( e io, studentessa del cavolo che non sono altro, devo ancora fare l'ultima versione che, si vocifera, sia incannata.)
Un altro anno scolastico alle porte: lo apro con pochissimi compiti delle vacanze svolti, ripasso di matematica zero, recensione libri letti in italiano una ( autentica!!!), recensione libri letti in lingua una (scaricata!!!), libri letti in lingua una ventina di pag di "A Christmas Carol".
E poi quelle rognose cinque versioni: forse ce n'erano di più, ma io mi sono scritta solo quelle cinque...
Insomma, dovevo pur godermi l'estate, no?
E poi : il diario nuovo, pieno di berries, e di blueberries e di raspberries, e il povero scoiattolo demente che cerca di mangiarsi le blueberries (ovvero il diario del WWF...la ghetti sarebbe fiera di me.....), e dentro qualche foto, e qualche pezzetto d'estate, sparso.
Quaderni e libri nuovi, un grosso blocco per gli appunti che inaugurerò domani, matite e penne. Uno zaino. No, a dire la verità sono tre zaini. Rosso della Master Studio pieno di tasche, azzurro oppure lilla. Quale sceglierà la nostra eroina?
provo a immaginarmi mentre veleggio verso la scuola, sulla mia piccola bicicletta bianca (La Locomotiva), con uno dei tre zainetti sulle spalle, e ad ogni semaforo rosso mi fermo e cerco disperatamente di far funzionare il mio ipod, ma lui non ne vuole sapere.
Ha ragione, dopotutto: é bello anche ascoltare i rumori di una città che si sveglia, si stiracchia indolenzita preparandosi ad un nuovo anno, strappata al dolce sonno estivo dalla tenue luce che avvolge queste prime, frizzanti mattine.
So che è pazzesco, ma dopotutto amo la mia città, con la sua pista ciclabile piena di buche, e la via Emilia ricoperta di piastrelle che mi fa tirare accidenti, e le case storiche, i palazzi, e poi S.Agostino, la cioccolateria (!), e la ciclabile sempre ingombra di pedoni, me la vedo già davanti, ma quest'anno giuro che vi suono a tutti....
E il piazzale davanti al Muratori - e avrò un tuffo al cuore - con tutti quei poveri primini, bambini piccolissimi e con l'aria sperduta che, da un anno a questa parte, stanno diventanto un po' tutti dei fighettini ( bleah)
E il posteggio delle bici contro la siepe della Panaro, che tutti gli anni si lamenta e tutti gli anni si ritrova lì, regolarmente, le bici di mezza scuola. Gli studenti ecologici che sfidano il vento e financo la piggia, e poi smollano le bici lì, dove in teoria non è permesso.
Quel pezzetto di strada per raggiungere il posto della mia bici, quello solito sotto la scala antincendio, quel pezzetto di strada col sole nascente negli occhi.
E poi entrerò a scuola...quelle aule dove ho dormicchiato, preso appunti, scongiurato e sostenuto interrogazioni, copiato e lasciato copiare, dove ho riso, ascoltato, chicchierato discusso urlato e pianto, perfino. In alcune di quelle aule sono andata a sentire corsi preparatori all'Assemblea sulla riforma moratti, a fare da osservatore (il che è tutto dire) per il conteggio delle schede per le elezioni di Miss e Mister Muratori.
In altre ancora ho tenuto io stessa gruppi di lavoro durante le assemblee.
In palestra, ricordo gli icnontri di teatro,a cui ho partecipato tanto saltuariamente.
Le iniziative in Aula magna che nessuno mai ascoltava, un'assemblea estenuante dove mi toccava fare la security.
I corridoi, le corse! Le risate, e la volta che sono scivolata sulle scale, e quando cercavo la sara da un piano all'altro spenzolandomi giù dalla ringhiera e urlando nella tromba delle scale.
I toc toc alla porta e gli "scusi professoressa" per fare un qualunque annuncio, una qualunque scemenza, un "può uscire questo o quello per piacere".
Mi mancherà Massimo, quest'anno....sottointeso il mio moroso. Perchè, se proprio lo volete sapere, Massimo il Bidello dei Bidelli torna. é da gennaio dell'anno scorso, quando andavo a trovarlo dopo i volantinaggi, che me lo promette.
E Massimo il Bidello mantiene le promesse.
In fondo c'è qualche buon ricordo per cui vale la pena di tornare...
September 08 In fretta e furia....Allora....non ho mai creduto che avesse molto senso aggiornare il proprio blog facendo la cronaca dei tuoi impegnie dei tuoi appuntamenti quotidiani, bensì quando ti succede qualcosa di speciale, qualcosa che ti scovolge, che ti fa riflettere...nonostante questo mio brillante propsito, negli ultimi due ( o tre?) giorni devo riportare due avvenimenti quotidiani che nonostante tutto mi sembrano degni di nota: il concerto dei Modena City Ramblers a ReggioEmilia, e una mattinata in piscina con quattro spostati a cui sono sopravvissuta per miracolo.
IL CONCERTO:
Partenza ore 21:00 da Modena (ritrovo:casa di Giacomo) per raggiungere ReggioEmilia, traghettatore infernale: Giulia Brandoli.
Il viaggio trascorre rapido e indolore tra le narrazioni di Giack e della Giulia dei loro precedenti concerti dei modena, e delle follie del bar SG Kalinka di Carpi. Ad un certo punto Alle, il ragazzo della Giulia, si sente in dovere di rassicurarci sul suo talento di guidatore, essendo lui al volante, e inizia a narrarci dei suoi precedenti rocamboleschi incidenti, fatti pochi mesi dopo aver preso la patente e naturalmente una buona metà di questi è mortale(con a fianco la Giulia che si spertica a farci rassicurazioni del tipo:"ma anche quella volta non era colpa sua, quindi non vi preoccupate.....")
Ovviamente arrivati a Reggio Giack non ricorda più dove bisogni svoltare per raggiungere la festa dellìUnità, e ci perdiamo. Imboscati in una strada chiusa, incontriamo per fortuna (o per sfortuna?) una macchina molto sospetta, parcheggiata lì in un angolino, a cui osiamo chiedere informazioni: la lei seduta di fianco al guidatore ci guarda con espressione terrorizzata, il lui della situazione sfodera una simpatica parlata molto siciliana che dice:"tra dieci secondi tiro fuori la lupara e vi ammazzo tutti", e ci spiega come raggiungere la festa.
Scappiamo di corsa per evitare la lupara e, finalmente, arriviamo.
Consiglio caldamente un giretto alla festa dell'unità di Reggio a chiunque pensi che la festa di modena non è bella vi ricrederete subito.
La festa di Reggio fa obbiettivamente schifo: è triste, spoglia, molto più brutto lo spazio, molto più brutta la disposizione di ristoranti e bancarelle, mote meno le attività, molta meno la gente che la visita, difatti è vuota e triste.
E che dire dei volontari: l'ingresso era completamente bloccato a causa di una decina di ragazzi, presumo che si trattasse del gruppo studenti di Reggio, tutti ammassati lì per darci (in dieci!!!) il volantino della festa.
Ma che scherzo è mai questo? Cosa fate, va bene aver la testa quadrata, ma in dieci per dare un volantino? Che gioventù bruciata ( e sprecata), andate a spillare un po' di birre, va là...
Raggiungiamo il luogo del concerto: buio, freddo, stand della Sinistra Giovanile....cosa mi tocca vedere....va bene, rosso sì, ma il pavimento non era nemmeno pitturato....che sciatteria! Il nostro pavimento è addirittura un labirinto per palline gialle che fanno gnac gnac, e posso dirlo con tutto il diritto dato che c'ho messo il sangue, che meraviglia!, mentre questi reggiani...bah
Prima che inizi lo spettacolo io e il mio Ricciolino andiamo a prenderci lo zucchero filato : )
Quindi ritorniamo, in tempo per la seconda canzone.
Sul palco ci sono i Modena, i mitici Modena,per quanto non so quanto siano rimasti mitici senza Cisco.
E anche la loro musica, il loro repertorio, senza il fantastico cantante sembra aver preso tutt'un'altra piega: lascia davvero un po' a desiderare, certe canzoni nuove prive di fondamento e soprattutto scarsissime dal punto di vista melodico: sembrano tutte uguali...
Come potete eseguire in concerto queste scemenze, quando avete all'attivo canzoni come "Canto di natale" e "Ninnananna"???
Ad un certo punto, scocciati dal nuovo, scadente repertorio, io e Massimo siamo scappati e abbiamo fatto due passi per il festival triste, finchè abbiamo trovato la biblioteca...inutile dire che quella di Modena le da dieci a zero, però non posso dirmi non soddisfatta dell'acquisto che ho fatto: una bellissima edizione dell'Antologia di Spoon River (che desideravo disperatamente da tantissimo tempo) per pochissimi soldi. Sono andata avanti vantando il mio splendido affare a tutti, in seguito, a fine serata, per sentirmi dire sia da Giack che dalla Brandoli che entrambi avevano in casa un'edizione dell'Antologia di masters che è superflua/che a mia mamma non piace e che avrebbero potuto darmela gratis : (
Bè, io e Ricciolo siamo tornati in tempo per setire le poche canzoni BELLE che sono state eseguite. "I cento passi", "Il funerale di Berlinguer" ed "Ebano", fatti quasi all'inizio, "Bella ciao", "Un giorno di pioggia" e la canzone del poeta che a New York è da solo e nessuno lo capirà, di cui non ricordo il titolo perchè i cd in cui ce l'ho me l'ha fatto la sara e ovviamente non mi ha scritto nè i titoli delle canzoni nè l'ordine, ma va bè.
E poi, in macchina, per consolarmi della mancata esecuzione di una delle più belle canzoni dei Modena, la Giulietta mi ha messo su "canto di Natale", e ho potutto cantarla a squarciagola almeno lì, al calduccio, tra le braccia di Massimo, stringendo forte la pesca-peluche della Giulia.
E così finì in bellezza...
LA PISCINA:
Qualcosa come sette ore dopo che caddi addormentata una volta di ritorno dal concerto, venni svegliata bruscamente dal citofono che suonava e dalla voce di mai amdre che diceva:"Bea, guarda che c'è massimo giù che aspetta...." Mi tirai su di colpo, intuendo dalla luce che veniva da fuori che fosse già mattina, e per l'esattezza uan splendida giornata di sole....la piscina, l'appuntamento, le nove.....ooooooooooooooooooooooops....
Mi alzo, ancora assonnata, e onostante le malelingue affermino che ho impiegato venticinque minuti a scendere, io ho controllato l'orologio!!!! E so di non averci messo più di quindici minuti per fare la borsa ecc.
Manca qualcosa all'appello?
Vediamo: crema solare, presente, costume, indosso, telo, presente, bagno schiuma. shampo, pettine, tutti presenti, e poi abbonamento per entrare...eccolo qui...cosa manca? soldi per il pranzo? dove ho messo il portafoglio?? Non sto a fare colazione, perchè tanto tra quattro ore al massimo mangeremo...Mi avvolgo la sciarpa attornoa lc ollo, credendo che Massimo sia giù ad aspettarmi con la bici, in ascensore cerco disperatamente di sistemarmi i cappellino per il sole (ho un ricciolino antipatco sul collo, mircolosamente sfuggito dal cappello, e tutti i miei sforzi a ridurlo alla ragione sono vani....)
Scendo al volo, ed ecco il mio bimbo tutto riccioli che mi viene incontro dalla macchina in costume da bagno blu, ciabatte di plastica, amglietta gialla, occhiali da sole tugu-tugu, e dice "ben arrivata!"
Insomma, l'ho fatto aspettare appena quindici minuti...mi sono appena svegliata...
Arriviamo in piscina e faccio una scoperta atroce: la sara non è venuta (scusate il gioco di parole....) e nemmeno lollo, Giack e la Silvia hanno tirato il pacco...e io mi ritrovo sola soletta in mezzo a questi quattro marocchi - eh sì, perchè anche il mio rcciolo, in mezzo agli amiconi tugu-tugu è diventato tale quale a loro - Massimo, Riccardini vari e Mattia Venuta.
Sospirone. Andiamoa goderci quella che - temo- sarà l'utima piscina dell'estate, per quest'anno.
Una volta entrati, ci diigiamo verso il prato e sbianchiamo: vuoto. Completamente. Non una persoan all'orizzionte, gli unici stronzi che credono di poter ancora apssare uan giornata in piscina a prendere il sole siamo noi.
Passiamo due o tre orette al sole a cazzeggiare e a fare gli scemi, tormentati dal tremendo sospetto che per ntrare in acuqa ci voglia la cuffia.
Mattia tenta disperatamente di ideare un "piano" - "restiamo qui fino alle dieci e mezza, facciamo le undici, ancora dieci minuti, ci alziamo come se fossimo dele epsone normali e avessimo preso il sole per due per e poi andiamo a fare i bagno, molto disinvolti, senza cuffia, ci tuffiamo così...." - per fare meno al figura dei coglioni, ma vista la situazione i piani sono pochi: ci si rassegna all'idea che le cuffie siano necessarie.
Massimo e Riccardino (uno dei due, fate un po' voi....) si alzano e vanno a comprarne.
Questa ve la riporto perchè mi è piaciuta:
Massimo:"Bene, andiamo....Mattia, stai attento alla Bea"
Io:"Bah" (della serie: non so badare a me stessa)
Mattia: (molto pragmatico, alludendo al prato completamente vuoto) "Non mi sembra che ci siano molti rapitori in giro....."
Una volta arrivate le cuffie, si va tutti in acqua.
Raggiungiamo la seconda corsia, sfrattiamo istantaneamente tutti i precedenti occupanti ( ecco che effetto si fa alla gente a girare con un branco di teppisti.....me ne ricorderò) e ci mettiamo a fare quel tipo di bagno poco impegnativo e molto cazzeggiativo conosciuto universalmente come "puccino" (cioè ti pucci ma non fai un cazzo).
io avevo talmente tanta voglia di fare qualcosa che, figuratevi, mi sapeva fatica perfino stare a galla, per cui fin dal secondominuto di bagno mi sono attaccata a Massimo tipo paguro sullo scoglio e non mi sono staccata più. Gli amiconi, molto simpatici, hanno anche provato ad affogarmi, ma ormai mi ero installata e non mi staccava più nessuno(ah ah ah).
A fine bagno, uscire fuori nell'aria gelida è terribile: sulla porta di passaggio, poi, c'è corrente, e per un attio restiamo tutti paralizzati dal freddo: poi avanziamo, ormai sottoforma di ghiacciol, verso i teli ( mannaggia a noi che, con tutto il prato disponibile, ci siamo andati a imboscare nell'angolo più recondito e remoto!).
Ora di pranzo: la parola d'ordine è "taffiare", che significa mangiare qualcosa possibilmente tanto.
Non avendo neanche fatto colazione, l'idea non mi dispiace. Ma uan bella sorpresa ci attende. il bar è chiuso per ferie, oggi digiuno.
Ci consoliamo con qualche bicchierino da dieci cl ci cioccolata o cappuccino, etorniamo al sole a rosolarci e a cazzeggiare.
provo a dare un bacino al mio Ricciolone che persevera nella sua oscena metamorfosi da tugu-tugu, ma Riccardino 8 qui, decisamente il più rompicazzo dei due) si ingelosisce, evidentemente non pago di aver portato via a Michele l'amore dello speaker più conteso di tutte le feste dell'Unità, e mi attacca con un cacciavite.
Ma ci vuol altro.
Mi dispiace, Pulcino, ma Ricciolo è solo mio e tu hai rotto il cazzo. Ma torniamo al resoconto della giornata.
Nel frattempo è venuto veramente caldissimo e tutti smaniamo per tornare in acqua, ma dobbiamoa spettare hce Mattia finisca le sue due orette di telefonata; nell'attesa, facciamo su i bagagli.
Dopo il secondo bagno (iniziato al grido di "chi sfrattiamo stavolta?"), ci laviamo e cambiamo, poi con grande gioia di tutti eccettoqualcunoindovinatechi saliamo in macchina con Mattia che porta tutti a casetta.
Massimo prende posto accanto al guidatore e si emoziona tantissimo: impreca senza pietà contro le altre macchine, si esalta, saltella sul sedile e si mette a gridare.
Ah, ovviamente io non lo conosco, questo tipo. Non fatevi strane idee.
August 31 Canto di Natale"Signora dei vicoli scuri e dal vecchio cappotto sciupato...."
La voce roca, e la chitarra acustica sono le stesse da cui ho sentito questa canzone per la prima volta, quest'inverno, anche se mi sembra siano passate diverse vite...
"...asciugati gli occhi e sorridi, c'è un altro Natale alle porte....."
E poi, quel giorno che ho scoperto per caso che ce l'avevo sul CD, e quel giorno che ho detto alla Sara: "C'è questa canzone bellissima che ti devo far ascoltare...." E le ho scritto il testo, ma lei la conosceva...
".....non senti le grida e le voci, qualcosa di strano nell'aria"
....e mi ricordo che la prima volta che le ho scritto il testo di quella canzone non mi ricordavo nemmeno bene tutte le parole, spostavo le frasi, lasciavo dei buchi, e lei, con me, cercava di riempirli...è bello pensare: posso provarci, e scrivere quello che ricordo, ma quacuno riempirà i buchi che ho lasciato, e mi aiuterà... e allora la canzone sarà completa.
E se proprio non lo sarà, ma almeno io saprò di non essere sola.
"...anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono, sotto la Luna...."
Adesso sto cantando anch'io con Giacomo. In qualunque altra situazione mi sentirei male, ma stasera sono troppo felice e questa canzone mi rende troppo triste, e forse se la canto potrò buttare fuori un po' di malinconia...un po' di ricordi...
"Ti ricordi.....ci incontrammo in un giorno di neve e di freddo...."
Non saprei dire se tra le persone che sono state importanti per me , e tra quelle che lo sono oggi, ho davvero incontrato qualcuno in un giorno di neve e di freddo.....ma sono abbastanza sicura di avere incontrato qualcuno di loro in un momento - come dire? - di "neve e freddo" interiore...e allora è quasi meglio...e altri in quegli stessi momentii mi sono stati vicino, e allora ricordo lo stesso...ricordo tutti e le parole di conforto che mi hanno detto...
"... e la sera.....ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di valzer....con tanto saluti.....ad un altro Natale....."
Rivedo Giacomo fermo sulla soglia di casa mia, quel giorno lontano di gennaio in cui tutto finì (o in cui tutto cominciò?), che mi guardava sorridendo e chiedeva:"Allora, come stai?"
Lo rivedo davanti ad una, due, tre, cento cioccolate calde fondenti con panna e stelle di zucchero, e tutta la trstezza affogata in quelle cioccolate calde, in quelle lunghe chiacchierate.
Rivedo me, la Milena e la Sara, in quella stessa cioccolateria, un giorno freddo e luminoso di dicembre, in fuga da un'assemblea d'Istituto.
Rivedo questo Natale, quei giorni sospesi tra la malinconia e la sensazione di non essere stata all'altezza dei miei sogni.....
"Signora dei vicoli scuri, abbracciami forte stasera...."
Ripenso a tutti gli abbracci che mi hanno tirata su di morale.
Ripenso a quel famoso giorno in cui tutto finì o cominciò, un abbraccio che mi fece levitare da terra, mentre la stanza mi girava intorno, e che mi tolse il fiato....avvertii uno strappo, attorno al collo, ma forse anche un po' più in basso, verso il cuore....e la corda di spago che legava la chiave che tenevo al collo si ruppe.
Non avevo stabilito,una volta,per scherzare, che quella fosse la chiave del mio cuore?
Non l'ho mai più indossata.
Ripenso a tutti gli abbracci che mi hanno tirata su, che mi hanno aiutata a scacciare la tristezza, a tutte le persone che mi hanno consolata, e rivedo quel maledetto pullman dai sedili scomodi viaggiare nella notte verso Banca Bystriza, con la pioggia che batteva sui vetri dei finestrini appannati, e la Sara in piedi, in mezzo al corridoio, accanto al mio sedile, che sull'orlo delle lacrime diceva:"Bea, io me lo sento che quella stronza mi fa tornare a casa anche stasera, ti prego dille (sottointeso: dille a Nika) di convincerla, non voglio tornare in quella casa....", mi ricordo che le cingevo la vita con un braccio, quasi volessi tenerla stretta e portarla via a Mata, e la rassicuravo.
"Anche i gatti festeggiano a volte, e cantano sotto le stelle...."
Ed è bello, a volte, festeggiare quando si è tristi o ci si sente soli. riesci perfino ad essere felice e a pensare che dopotutto puoi continuare a vivere,ne vale la pena, e se non la vale adesso....la varrà, un giorno.
Rivedo la tavola imbandita, e il latte e cioccolato e la fecola di patate che fa i grumi, e i biscottie una rivelazione che mi fa piangere, e poi l'autobus, l'intimità di casa mia e la Milena che mi racconta la sua visione del mondo(sempre interessantissima), e tutte le canzoni cercate sul computer e Giacomo che arriva dopo aver assistito allo spettacolo di non so quale comico allo Storchi...
Un giorno tanto triste, eppure lo ricordo più spesso per i bei momenti trascorsi...
E un'altra tavola imbandita, in un'altra casa, e la cioccolata calda fatta nel frullatore senza la fecola, senza un grumo - che imbrogliona che sono - e poi scaldata in un pentolino, e i biscottie Giacomo e la Milly, sempre loro, a nominare tutti qurei ragazzi della Sacca che si schiantano in motorino, e un S.Valentino, che sarebbe dovuto essere il giorno più deprimente dell'anno, passato felicemente.
E anche se non sono un gatto, cantare con o senza stelle, magari per distrarti, perchè hai una melodia in testa.
"Dimentica il freddo e le lacrime, le scarpe coperte di fango..."
Dimentica....dimentica...rieccoci in Slovacchia, rivedo Cracovia, la stanchezza, l'insofferenza, il freddo, il "voglio tornare a casa", bagnati, stanchi, infreddoliti, infangati, e il ristornate orribile e la zuppa che sembrava sangue, e sulla portadel gabinetto dove ero sgattiolata a togliermi le lenti a contatto, cantavo ancora questa canzone...quante volte l'abbiamo cantata in Slovacchia....mentre quei maledetti corres non erano mai stanchi - ma cos'avevano? Secondo me erano drogati... - e non ci lasciavano dormire nemmeno in pullman, nemmeno se la metà dei nostri era malata, e facevano borda tutto il tempo...
"...e il destino di un vecchio ubriacone, cullato dal canto del vento..." Che pensiero stupido, ma certo, non ne avevo che uno in mente, di ubriacone cullato dal canto del vento, quando sentivo questa canzone per la prima volta: un ragazzo completamente ubriaco seduto sul muretto di un piccolissimo locale che per miracolo era riuscito a contenere mezzo istituto, un ragazzo triste con la testa ciondolante e una bottiglia di sambuca in mano....che scema....che ricordi....
"Ti ricordi...."
Ecco che parte il ritornello, e mentre canto mi guardo intorno, per vedere se qualcuno si è accorto che mi sono commossa, che vergogna...ma all'improvviso capisco che non me ne importa niente, tutti sono in silenzio, in ascolto, forse ciascuno è perso dietro un ricordo tutto suo...tutti con le palpebre a mezz'asta e un sorriso lontano lontano....
E poi, l'ultima strofa.
"Signora dei vicoli scuri...." E qui prendo fiato, voglio dirlo con forza perchè tante volte queste quattro parole sono state l'unico motivo che mi restava per andare avanti, l'unico incoraggiamento, l'unica consapevolezza. "Non mollare la lotta...." (e sento anche la voce di Giacomo che trema per l'emozione e si fa più decisa)....e poi la speranza..."Verranno momenti migliori, il tempo è una ruota che gira...." Ed è vero, io ho sempre creduto e sperato, ealla fine eccomi qua, nella cameretta di giack fa un caldo terribile e l'aria è ancora appesantita dall'odore del narghilè, due vaschette di gelato da un chilo ciascuna giacciono vuote sul pavimento, una tisana alquanto sospetta sobbolle sul fornello rubato in sezione, e si sta così bene...ora mi guardo intorno e capisco che questi sono i tempi migliori, sono arrivati, finalmente...mi abbandono contro la schiena di Massimo, che mi tiene in braccio, e lui mi da un bacino sulla testa.
I tempi migliori esistono.
"Vedremo le rive del mare in un girono assolato d'estate....scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano...."
La prima volta che ho sentito questa canzone, questa frase mi ha fatto quasi piangere, mi sono commossa... ma adesso so che non serve un cielo lontano per essere felici....basta anche solo questo, con le persone giuste al momento giusto....
"Ti ricordi....ci incontrammo in un giorno di neve e di freddo...." No, non me li dimentico i giorni di neve e di freddo....anzi, ricordarli mi rende ancora più dolce stare qui a godermi il lontano cielo della felicità.
"E stasera....ce andremo a ballare per strada e a gridare un saluto...e un cordiale 'fanculo..." e qui bisogna urlarlo, perchè a volte c'è davvero bisogno di dire 'fanculo alla vita..."ad un altro Natale..."
Ci fermiamo e rimaniamo tutti così, in silenzio....un attimo di malinconia in questa serata demenziale (senza offesa, eh, Giack, mi sono divertita tanto, però lo sai che io sono di più per gli attimi di malinconia che per.....eeeehm.....la atacsom econ) , e mi viene da pensare: ci sei mancata stavolta sara.....potevi farci la parte del violino!!
E soprattutto quella canzone è per noi due....
July 05 Donnie Darko11.32
Ho appena finito di vedere Donnie Darko.
E so già che oggi pomeriggio non farò che riguardarlo in continuazione.
Anche se la maggior parte delle persone che me ne hanno parlato lo hanno definito noioso o ncomprensibile, io credo di avere finalmente trovato qualcosa in cui è espresso in maniera potentissima il concetto di DESTINO con cui ve la meno da secoli.
Non fraintendetemi, non ho mai visto fuoriuscire dal mio petto un liquido iridescente che si libra in aria, indicandomi una via di cui non riesco a vedere la fine; state tranquilli, Frank il Coniglio non è tra i miei migliori amichetti notturni.
Ma a parte il coniglio con la faccia spaventosa(e sono d'accordo che l'apparizione, all'inizio, può fare molto effetto), Frank è l'ossessione di Donnie perchè Donnie, in un certo senso, vede nel futuro : una tragedia, e la sua vita finisce, ad opera di un certo ragazzetto Frank travestito da coniglio gigante.
Frank con l'occhio spappolato, Frank seduto nel cinema che gli mostra i bulbo oculare sanguinante e gli fa capire che è stato Donnie, non è forse una proiezione di ciò che accadrà la sera di Halloween?
E Donnie che colpisce col coltello l'occhio del coniglio nello specchio?
Donnie si specchia e vede la sua fine...e cerca di eliminarla, cerca di sfuggire al corso del suo destino fluido e iridescente.
Il libro sui viaggi nel tempo...Donnie ne è attratto perchè, senza saperlo, anche lui sta compiendo un viaggio nel tempo.
In fondo dovrebbe essere morto da 28 giorni : sulla sua camera da letto cade - apparentemente dal nulla - il motore di un Boing. Eppure esiste ancora, perchè?
Perchè Frank lo chiama e lo porta fuori da camera sua? Perchè lo salva, quando nel giro di un mese diventerà l'artefice stesso della sua fine?
Donnie, se ci pensate, ha ancora delle cose da fare: deve allagare la scuola.
Deve bruciare la casa di quello psicologo ottimista del cazzo che sfrutta i bambini.
Deve mandare a quel paese un'insegnate di educazione fisica che crede di poter spiegare ai suoi allievi che noi esseri umani disponiamo della variabilità emotiva di un cucchiaino.
Deve scrivere una lettera ad una vecchia signora molto sola.
Deve uccidere, sparandogli all'occhio, un ragazzino di nome Frank che per sbaglio investe con l'auto la sua morosa.
Per questo Frank il Coniglio lo salva...è come se in qualche modo lo trattenesse ancora.
Gli dice cosa deve fare.
Lo guida, in un certo senso, affinchè il suo destino, l'insieme delle azioni che deve ancora compiere su questa terra, si completi... dopodichè lo porta all'epilogo necessario.
Donnie ovviamente sgama di essere al mondo in un modo un po' curioso.
Si interessa ai viaggi nel tempo, al destino.
Donnie crede nel destino.
La scena finale del film, quando si vede invece come sarebbero dovute andare le cose se Donnie non fosse stato a spasso nei campi da golf, è sicuramente quella che trasmette meglio l'idea di DESTINO: quando la ragazza di cui lui si innamora passa davanti alla sua casa in biciletta e si ferma a guardare, incuriosita, per un attimo appare chiaro che il corso del destino parallello, quello dei ventotto giorni di vita di Donnie che gli vengono "abbonati" dall'intervento del Coniglio, la sfiora e la fa vacillare per un istante: non ha mai conosciuto Donnie, probabilmente non l'ha neanche mai visto. non è mai entrata in quella casa, eppure sente che c'è qualcosa, qualcosa di familiare....di certo, anche se alla fine l'aereo è caduto e Donnie è morto, e quella è la vita che prosegue il suo corso, senza l'intromissione di Frank e del destino, lei non tornerà a casa tranquilla come prima, quel giorno.
Continuerà a pensarci per un bel pezzo, non si toglierà dalla testa tanto facilmente quella casa e quell'aereoplano e quel ragazzo sconosciuto, probabilmente non saprà neanche mai perchè; solo quella parte di noi che spesso ignoriamo e che non ci lancia mai chiari messaggi, ma solo tracce incomprensibili per indicarci la strada, quella parte di noi che è almeno in parte consapevole del Grande Disegno, di certo avrà riconosciuto in Donnie il suo potenziale amore.
Questo è il DESTINO, quando ti passa di fianco e ti sfiora, possiamo anche fare finta che non esista ma lo sentiamo, prima o poi idestino di tutti sbanda e ci porta a sbattere da qualche parte, e si tradisce: un posto che non abbiamo mai visto, che ha nonostante tutto un incredibile sapore di dejà vu, una persona che vediamo per la prima volta in vita nostra e che ci sembra di conoscere da sempre, o anche solo un oggetto che troviamo e ci colpisce....
Riguardate Donnie Darko, e ditemi come è davvero possibile non trovare nulla in un film del genere.
June 11 ADDIO, ADDIO....Addio Slovacchi!!
preparatevi psicologicamente, tutti voialtri insensibili di terza effe che avete gioito a causa della loro partenza: ho già deciso di chiamaredi nuovo Nika da me l'estate prossima, che vi piaccia o no!!
Nel frattempo è iniziata l'estate prima ancora che me ne sia resa conto...
DEVO ANDARE A CANTO E HO PERSO TUTTE LE CASSETTE DELLE BASI!!!
Sarò stupida..... June 10 LIBERI TUTTI!!!è finita!!!
Sembra incredibile, eppure anche questo anno è finito...il mio terzo anno di liceo si conclude tra slovacchi e sonetti, talmente frenetico che quasi non faccio in tempo a rendermene conto, eppure è successo.
Dopo un anno lunghissimo e faticoso, che pareva eterno...
SIAMO UFFICIALMENTE IN VACANZAAAAAA!!!!
Certo, mi fa anche un po' tristezza pensare che per tre mesi non potrò più tornare a scuola: è folle pensare a quanto mi piace il suo cortile, quello stupido campetto da calcio, i corridoi vuoti per cui mi aggiravo durante l'anno di nascosto, saltando sistematicamente venti minuti di questa o quella lezione(e beccando qualche otto in condotta...ma direi che ne valga comunque sempre la pena...).
Se non penso a tutte quelle maledette interrogazioni di chimicalatinoitalianostoriadell'arteinglese ecc, posso quasi dire si amare la mia scuola...oddio, come divento sentimentale....
Ecco le cinque cose che odio di più della mia scuola (tolte quelle, sarebbe quasi perfetta):
Ecco, un'altra cosa che mi fa tristezza è pensare che l'anno prossimo sarò già in quarta: mi sento vecchia, e ho una terribile paura che questo equilibrio QUASI perfetto che mi sono creata(cortile del muratori, cioccolata alla ricreazione,coma profondo durante le ore di mate) stia per concludersi tra soli due anni... Nel frattempo, è iniziata un'altra estate...e ho come la sensazione che sarà la più felice della mia vita....
Ah, così per curiosità: ho fatto il test che c'è sul blog dieugenio, a proposito del lavoro che dovrò fare nella vita, e pare che diventerò una designerdi reggiseni!! Insommasto studiando latino e petrarca e compagnia bella per l'anima del menga!!
June 05 SLOVAKAINika est ici avec nous!!!
Massimo, n'est pas triste...je t'aime...demain soir on va se voir!!
FLORENCE!! May 29 Lycée de SèvresEd eccolo lì. Il mio piccolo "journal de bord", due righe scarabocchiate durante una nottata in hotel(una nottata di sbadigli e sospiri per scacciare l'ansia della mattina dopo,dell'esposizione ufficiale davanti alle autorità...). Due righe in francese, un mozzicone di diario....
Andate a vedere: sembra incredibile, ma questo splendido Lycée de Sèvres con cui la Lodi ce la mena continuamente ha messo sul suo sito il mio povero piccolo diarietto di bordo che mi sembrava così malandato....un'italiana che scrive in francese( e male) ha trovato un angolino sul sito di uno dei licei più illustri in Francia e in Europa...woooow...
ECCO COSA DOVETE DIGITARE PER VEDERLO(E VI PREGO, ANDATECI, NE SONO TROPPO FIERA...):http//lyc-sevres.ac-versailles-fr/projet-eee fete 07.php
ps. chi è "onar"??? Mi ha commentato il blog, ma continuo a non sapere chi sia.... |
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